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Leggende

Le Janas di Roca ‘e Coronas
Nonostante le mani fossero ben ferme sull’ordito; i piedi, nelle piccole scarpette di raso, fremevano irrequieti. Le altre donne, intente a tessere, le lanciavano sguardi severi di rimprovero. “E vai, allora” sbottò alla fine la più vecchia, la più saggia. Le compagne la guardarono stupite. “Onzunu coghet in conca sua!” concluse la donna. La giovane a quelle parole, sentì i piedi farsi ali e la musica farsi ventoche la spingeva fino alla piazza. Le altre fate, lasciato il telaio, si affacciarono per vedere la loro amica danzare. A quei tempi c’erano poche case e alle Janas che vivevano a Roca ‘e Coronas nessun ostacolo impediva la vista sulla piazza del paese. Dotate di una vista eccezionale, le fate distinguevano i cento colori degli abiti femminili. Il candore dei loro fazzoletti, il brillare degli ori. In genere le Janas si limitavano ad osservare la vita degli uomini, senza prendervi parte. Dimoravano nella rocca poco lontano dal paese, ma ci si recavano…

L'Ardia

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Sant'Antonio Abate: La storia

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Pane ch'incantas cun sa tua durcura, e beneittu chi siat su suore  faladu dae sa fronte, cun amore, de feminas sabias e operosas chi cun manos frimmas e amorosas
ti dàn sa forma, grazia e bellura.
[...] Non b'at logu in sa terra in uè tue mancare non podes, ca nutrimentu e linfa chi allìviat su turmentu ses de tantas presentes maladias: s'in sas mesas mancare tue dìas canta zente dìat esser rue rue. [...]
-Pane ch'incantas.. di Angelo Pinna-



Servizio Civile Nazionale

Scorci

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Luche

Nuraghe di Luche


 Pont'Ezzu


Pont'Ezzu


Pont'Ezzu


Nuraghe di Mannori

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Laghetto S'Ena Manna


Laghetto S'Ena Manna